15 Aprile 1971
“L’infelice che ama la propria immagine”
«La Stampa» pubblica un articolo di Andrea Romero, primario neurologo dell’Ospedale Mauriziano di Torino, collaboratore del giornale, intitolato L’infelice che ama la propria immagine. Si tratta di una recensione al libro Diario di un Omosessuale, edito da Feltrinelli nel 1970, scritto da uno psicologo cattolico, Giacomo Daquino, che ha documentato le sedute terapeutiche sostenute con un paziente omosessuale. L’autore documenta i progressi del paziente per affrancarsi dalla propria omosessualità e concede anche un happy ending con un fidanzamento eterosessuale. «L’omosessuale è un immaturo affettivo che, in quanto tale, vive i suoi rapporti affettivi e sessuali a un livello infantile», aveva commentato il Dacquino, tutto felice per il proprio successo. L’occasione spinge un gruppo di gay vicini ad Angelo Pezzana, allora proprietario di una libreria specializzata in letteratura americana contemporanea, la Hellas, a scrivere una lettera al quotidiano torinese, in cui ci si lamenta del modo in cui l’argomento viene trattato; ma la lettera non viene pubblicata, per quanto Pezzana sia riuscito a farla firmare da molti esponenti della scena culturale della città, tra i quali redattori della casa editrice Einaudi e Boringhieri. Per tutta risposta riceverà una telefonata di un responsabile della redazione del giornale che gli dirà che non avevano ritenuto opportuno stamparla in quanto dell’argomento se ne parlava anche sin troppo. Ciò porterà il gruppo di Pezzana a fondare il primo nucleo del Fuori! a Torino, a cui seguono gruppi a Roma e a Milano.
Già nei mesi a seguire verrà registrata una società editrice, la S.E.F. (Società Editrice Fuori!, registrata però con la sola sigla), che lavorerà all’uscita di «Fuori!», il “mensile di liberazione sessuale” del gruppo. Marcello Baraghini, negli anni a seguire editore dei Millelire, accettò di esserne il direttore responsabile - occorreva un giornalista professionista. Baraghini in quegli anni offriva il suo nome a molte riviste, che altrimenti non avrebbero potuto uscire. «Fuori!» troverà anche una sede per la redazione e per incontrarsi in via San Francesco d’Assisi al numero 21 a Torino.
Il sottotitolo di questo articolo è: «È l’omosessuale - In realtà si tratta d’un amore “rimasto a livelli infantili” – Responsabilità dell’ambiente familiare e sociale - La psicanalisi può agire efficacemente in molti casi». L’articolo è la summa di tutti i luoghi comuni sull’omosessualità: «Non ci sono omosessuali felici», «Immaturità dell’Io che lo rende incapace di agire da adulto responsabile», «La psicanalisi può agire efficacemente in numerosi casi».
Angelo Pezzana ha forti dubbi che il Dacquino allora fosse laureato in psicologia e quindi qualificato per parlare di argomenti che avessero a che vedere con la psiche. Inoltre, conosceva l’omosessuale che si era sottoposto alle sedute e certifica che alla fine di esse egli era comunque rimasto omosessuale.
Per la verità, nel numero 1 del Fuori! del giugno 1972, il collettivo redazionale riprende la questione dell’articolo del Romero - quello era il primo numero in edicola, giacché il numero zero del dicembre ‘71 era stato diffuso manualmente in tutta Italia -, riferendo che la redazione del quotidiano rispose con una lettera "...cortese, educatissima, ma di fermo diniego". Il motivo addotto per il rifiuto a pubblicare la lettera fu così motivato: "...e poi se ne parla già fin troppo di argomenti simili, nevvero?".