14 Luglio 1995
Verona respinge le risoluzioni pro-LGBT
Il consiglio comunale di Verona approva tre mozioni (nr. 336, nr. 361 e nr. 393) che respingono la risoluzione del parlamento europeo sulle pari opportunità degli omosessuali. Nell’aula ci sono schiamazzi e tafferugli. Sette persone vengono allontanate e, una volta arrivate sulle strisce pedonali antistanti il municipio, srotolano uno striscione con la scritta “Stop integralismo”. Vengono fermate e portate in caserma dai carabinieri e denunciate.
Viene archiviato tutto, perché «il fatto non sussiste», decidono i giudici. Ma quella sera vengono archiviati anche quei diritti che, unica città in Europa, Verona decise bloccare. «Immorale » viene definita dai politici scaligeri di allora quella risoluzione europea. E si arriva - con la giunta Sironi - ad approvare quelle tre mozioni, firmate anche da consiglieri di fazioni opposte. Centrodestra e centrosinistra a Verona sono d’accordo sul fatto che l’amministrazione comunale «s’impegna a non deliberare provvedimenti che tendano a parificare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie "naturali" costituite da un uomo e una donna». È la mozione 336. «La più moderata», la definiscono i firmatari. È sulla scia di quelle tre mozioni che nell’aula consiliare scaligera si sentono parole come «possiamo riconoscere le coppie gay solo a patto che si facciamo castrare come i capponi e donino i loro organi alla scienza», scandite dall’allora consigliere leghista Romano Bertozzo.
Vedere il documentario di Claudio Cipelletti Tuttinpiazza ‘95 Veronahttps://www.youtube.com/watch?v=BxDZOIuetF0