Non il padre ma il fratello uccise il giovane Ferretti
di Giorgio Umberto Bozzo

Colpo di scena nel delitto di Ronciglione
Stampa Sera · 21 Dicembre 1949 · di Anonimo
Un caso di cronaca nera nella cittadina in provincia di Viterbo: un giovane viene ucciso e le forze dell’ordine faticano a capire cosa sia davvero successo e chi sia il responsabile. Quando, infine, si arriva alla verità, i fatti si trasformano nell’ennesima occasione offerta alla stampa per reiterare lo stigma nei confronti dell’omosessualità.
L’articolo è, infatti, un tipico prodotto della cronaca nera dell’epoca, con toni sensazionalistici (la «forza misteriosa ipnotica», l’omosessualità descritta come «malattia terribile») che riflettono pregiudizi diffusi nel giornalismo italiano del secondo dopoguerra, oggi giustamente superati.
Di seguito riportiamo la trascrizione integrale dell’articolo.
Da alcuni giorni Ronciglione è in subbuglio per la tragedia scoppiata in casa Ferretti. Il 13 dicembre, in un capanno poco distante da casa sua, Silvano Ferretti rinveniva il fratello Elio di 19 anni agonizzante. Silvano confessava poi ai carabinieri d’essere l’autore dell’assassinio del fratello.
Furono intensificate le indagini e venne il primo colpo di scena. Il primo si è detto, poiché oggi è sorto il secondo che sembra finalmente aver fatto piena luce sulla ingarbugliata vicenda. Ma procediamo con ordine. Cedendo alle insistenze degli inquirenti che li sottoposero a incessanti interrogatori, Silvano e un altro fratello del morto, Mario di 20 anni, dichiararono alfine di essere disposti a dire la verità.
Silvano fra i singhiozzi confessò che era stato il padre ad uccidere Elio con due colpi di moschetto alla schiena. Disse che verso Elio il padre nutriva un odio profondo.
Dopo l’arresto del padre Salvatore Ferretti, le indagini non si fermarono ma anzi furono intensificate. Parve strano, infatti, l’atteggiamento del padre che era sempre stato stimato da tutti.
Le indagini venivano dunque intensificate e finalmente si è appurato che il vero assassino di Elio Ferretti è suo fratello Mario, di 20 anni. L’esito positivo di tali indagini si deve al pretore di Ronciglione, dottor Glinni, che le ha condotte con abilità encomiabile. Egli si trovò di fronte a un delinquente intelligentissimo e fuori del comune. È risultato infatti che Mario Ferretti possiede una forza misteriosa che gli ha permesso di dominare la volontà di suo padre e del fratello Silvano solo che li guardasse fissamente negli occhi. In questo modo li ha indotti a proclamarsi, prima l’uno e poi l’altro, autori del delitto.
Nemmeno dopo la confessione del Mario Ferretti, le indagini sul truce fatto sono cessate perché è risultato che, pur riuscendo a dominare il padre e il fratello Silvano con la sua misteriosa forza ipnotica, l’assassino era a sua volta dominato da una malattia terribile. Era un omosessuale, Mario, e sembra che Elio, accortosi di questa debolezza del fratello, ne abbia approfittato. Nacque così in Mario un odio profondo verso il fratello.