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Le Radici dell'Orgoglio

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Bernardino Del Boca

Bernardino Del Boca

Antropologo, disegnatore, teosofo. Il primo riferimento italiano del movimento omofilo internazionale.

Crodo (Novara), 9 agosto 1919 – Borgomanero, dicembre 2001.

Bernardino Del Boca porta il titolo di conte di Villaregia e Tegerone ed è da quel secondo nome che ricava lo pseudonimo grazie al quale in seguito celerà la propria identità per firmare alcuni scritti.

Si diploma all’Accademia di Brera, a Milano, e studia antropologia e paleontologia a Ginevra: è un artista di formazione che fa l’antropologo.

Prima di partire per l’Oriente lavora a Novara, all’ospedale psichiatrico, accanto allo psichiatra Enrico Morselli, che lo chiama ad assisterlo nelle sperimentazioni sulla mescalina.

In quell’ospedale è testimone dei trattamenti a cui venivano sottoposti ragazzi omosessuali portati lì dalle famiglie, come racconta nell’intervista del 1995 che abbiamo pubblicato.

Nel 1946 lascia l’Italia con la prima nave in partenza dall’Europa verso l’Asia, diretto in Siam.

È console onorario d’Italia a Singapore fino al 1949.

In Thailandia, in casa di un marchese italiano, ha il suo primo rapporto omosessuale.

A Singapore scrive «La lunga notte di Singapore», che esce nel 1951 con la firma Bernardino di Tegerone: il protagonista è un aristocratico italiano che arriva a una visione positiva della propria omosessualità. Il libro vince il Premio Nazionale Gastaldi e subito dopo è travolto da uno scandalo per oscenità.

In quegli stessi anni è l’unico italiano a tessere rapporto con il movimento omofilo internazionale. Partecipa al primo congresso dell’ICSE — International Committee for Sexual Equality — che si tiene ad Amsterdam dal 12 al 14 maggio 1951, e nel rapporto del congresso compare un suo commento sulla prima trasmissione radiofonica americana dedicata all’omosessualità.

Intorno al 1952 risulta l’unico rappresentante italiano dell’ICSE, ed è al secondo congresso, a Francoforte, nell’estate del 1952; un suo articolo siglato B.d.B. sul terzo congresso esce nella «Periodical Newsletter» dell’ottobre 1953.

Fra il 1952 e il 1967 la rivista svizzera «Der Kreis» pubblica numerosi suoi disegni e alcuni testi, in parte firmati con lo pseudonimo.

Collabora con l’anarchico Luigi Pepe Diaz (1909-1970) e con la sua rivista «Scienza e sessualità», che esce dal 1950 per la Società Editrice Paris di Milano: Del Boca vi figura come corrispondente speciale dall’estero, e vi apre quella che l’attivista Massimo Consoli considera la prima rubrica omosessuale italiana. Ogni numero viene sequestrato appena esce.

Tenta poi di fondare una rivista italiana sul modello di «Der Kreis», a cui avrebbe voluto dare il titolo «Tages», ma il progetto fallisce quando colui che tiene la cassa sparisce con i fondi.

Ogni documento pubblicato qui è stato cercato, digitalizzato e verificato. Una donazione, anche piccola, permette di andare avanti.

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Di mestiere fa il disegnatore e l’impaginatore. Il «Corriere della Sera» del 7 marzo 1958 lo registra come responsabile della parte artistica di «Imago Mundi», un atlante a dispense di Federico De Agostini presentato al Circolo della Stampa di Milano.

La rivista medica che idea e impagina in quegli anni, «In tema di…», esce come volume postumo nel 2010.

Nel 1952 o 1953 fa aprire in via delle Abbadesse, a Milano, il Uitì: un bar, con la porta aperta, nato intorno a un ragazzo che ospita chi esce da San Vittore e non sa dove dormire.

Del Boca, prima dell’apertura, si reca in questura ad avvisare che un posto così è importante che ci sia. Ci porta i suoi studenti del liceo, e lì si parla apertamente. Più tardi il locale si sposta in via Monviso, e lo frequenteranno anche Alberto Arbasino e Alberico Sala.

Negli anni successivi si dedica alla teosofia e all’antropologia. È presidente per quarant’anni del Gruppo Teosofico «Besant-Arundale» di Novara — ed è per questo, secondo quanto asserisce nell’intervista, che la polizia lo tiene sotto osservazione.

Nel 1970 fonda con Edoardo Bresci la rivista «L’Età dell’Acquario», che dirige quasi fino alla fine, e idea il Villaggio Verde di Cavallirio, dove vivrà gli ultimi anni della sua vita.

Nel 1985 è uno dei tre soli intellettuali italiani che accettano di farsi intervistare da Giovanni Dall’Orto per «La pagina strappata».

Muore a Borgomanero nel dicembre 2001.

Fonti

Primaria. Intervista a Bernardino Del Boca, 7 dicembre 1995, dattiloscritto. È l’unica fonte per il Uitì, per l’ospedale di Novara, per la prima volta in Thailandia e per le parole della Regina d’Olanda.

A stampa. «Una guida settimanale per la conoscenza degli Stati», Corriere della Sera, 7 marzo 1958, p. 4 (archivio Le Radici dell’Orgoglio). — «Tre covi di omosessuali scoperti dalla polizia» (archivio Le Radici dell’Orgoglio).

Esterne. Magnus-Hirschfeld-Gesellschaft, Berlino, scheda biografica. — Massimo Consoli, scritto su Bernardino Del Boca, Centro Paradesha. — Fondazione Bernardino del Boca, Villaggio Verde, Cavallirio. — CulturaGay.it, scheda a cura di Giovanni Dall’Orto.

Nota di redazione

Il racconto in prima persona ricavato da questa intervista è una rielaborazione, non una trascrizione. I nomi di terzi di cui Del Boca riferisce l’omosessualità per sentito dire non sono stati ripresi.

La fotografia proviene dalla monografia dedicata a Bernardino Del Boca pubblicata dal Consorzio Mutue di Novara nel 2024, a cura di Roberto Bottacchi; l’autore dello scatto non è indicato.

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