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Le Radici dell'Orgoglio

Travelot, la rivista dell’uomo che non dimentica di essere anche una donna

di Giorgio Umberto Bozzo

Travelot, la rivista dell’uomo che non dimentica di essere anche una donna
Curiosità queer

Ci siamo imbattuti in un curioso spot pubblicitario e non riusciamo a capire quando, come e perché sia stato realizzata. Ci date una mano a recuperare informazioni? Intanto godetevelo.

Gli anni Settanta sono il decennio in cui la figura del “travestito” – allora il termine “transessuale” era ancora poco usato, men che meno il termine “transgender” – entra nell’immaginario collettivo.

Certo, malgrado la glamorizzazione che ne viene fatta in alcuni contesti (articoli su riviste patinate, commedie sexy, primi timidi servizi televisivi), per i media e l’opinione pubblica si tratta pur sempre di un paria della società.

Con qualche eccezione: un fenomeno molto sui generis e di inaspettato successo nazional-popolare è quello delle Sorelle Bandiera, nate a metà anni Settanta in un locale gay di Roma, l’Alibi a Testaccio, e sdoganate in TV da Renzo Arbore nel programma della seconda rete L’altra domenica nel 1978 (ne abbiamo parlato nell’episodio n. 8 del podcast Le Radici dell’Orgoglio, intitolato Prove tecniche di visibilità.

1978 che è anche l’anno in cui esce nelle sale italiane il film di Édouard Molinaro Il Vizietto, con protagonisti Michel Serrault e Ugo Tognazzi (ne ha parlato il figlio Ricky nell’episodio n. 10 intitolato E vizietto sia!)

Nel nostro paese le battaglie per i diritti delle persone trans sarebbero cominciate solo nel 1980, con la fondazione del M.I.T. (allora Movimento Italiano Transessuali, oggi Movimento Identità Trans).

Lo spunto per questo post è il divertente spot pubblicitario che vedete in alto in questa pagina, che ci ha inviato l’amico Giovanni Rodella, di cui non siamo riusciti a recuperare alcuna informazione in rete. 

È senz’altro una parodia, perché non ci risulta che sia mai esistito un rotocalco intitolato «Travelot – le magazine de l’homme qui n’oublie pas qu’il est aussi une femme», destinato nei roaring Seventies alla comunità dei travestiti e/o transessuali d’oltralpe.

Se qualcuno ha notizie da fornirci gliene saremmo davvero grati.

Intanto godetevelo, senza dimenticare – nel caso lo condivideste con i vostri amici – di chiedere loro di abbonarsi alla pagina Substack delle Radici dell’Orgoglio.

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