Ep. #14 – Chiamami con il mio nome: la battaglia per la Legge 164 (1982)
Il 14 aprile 1982 il Parlamento approva la legge 164 e l’Italia diventa il terzo paese al mondo, dopo la Svezia e la Germania, a riconoscere la rettificazione di attribuzione di sesso.
Dietro quella data ci sono anni di lotta condotta dalle persone trans in prima persona: il M.I.T., Movimento Italiano Transessuali, nasce nel 1979 su iniziativa di Pina Bonanno e di un altro pugno di donne coraggiose e porta in piazza e nelle aule una richiesta semplice e radicale: chiamateci con il nostro nome, e scrivetelo sui documenti.
È una battaglia combattuta contro l’anagrafe, contro la questura e molto spesso contro la solitudine, da persone a cui per vivere non era rimasta quasi altra scelta che la strada.
La raccontano Pina Bonanno e Romina Cecconi, la Romanina, mandata al confino a Volterra nel 1965; e la raccontano anche le parlamentari che quella legge la votarono, Mariapia Garavaglia per la Democrazia cristiana e Angela Bottari per il PCI.
Una legge imperfetta, che però per la prima volta pronuncia il nome giusto.
In cronologiaLa legge, dalla proposta all’approvazione: L’on. De Cataldo presenta la proposta di legge · 1982, l’approvazione della Legge 164.
Interviste a:
Pina Bonanno, fondatrice e leader del M.I.T.; Romina Cecconi, detta la Romanina; Luca Locati Luciani, vicepresidente del centro di documentazione Aldo Mieli di Carrara; Enzo Cucco, attivista del Fuori!; Sergio Rovasio, attivista radicale; Silvia Corso, ex costumista, indossatrice e arredatrice; Mariapia Garavaglia, parlamentare della DC, già ministro della Salute; Angela Bottari, parlamentare del PCI.
Bibliografia:
Pina Bonanno – Paola Astuni, Donna come donna – Storie di amori e lotte dei transessuali italiani, Lanfranchi editore, Milano 1981
Francesco Lepore, Il delitto di Giarre, Rizzoli 2021
Francesco A. De Cataldo, Discorsi parlamentari, Il Mulino 2007
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