Ep. #9 – Liberi tutti: la creatività come antidoto alla repressione (1977)
I ragazzi che tornano nelle piazze e nelle strade nel 1977 non somigliano ai fratelli maggiori del Sessantotto. Sono più colorati e più ironici, ascoltano musica e radio private, leggono riviste e fanzine che la politica ufficiale non capisce, e soprattutto non sono più disposti a rimandare: desideri ed esigenze non si subordinano a una linea che sa di stantio, si rivendicano, e subito.
È l’anno in cui l’ala creativa del movimento scopre di avere più in comune con le checche, le femministe e i fuorilegge del desiderio che con i propri compagni di corteo.
Il linguaggio si fa beffardo, il travestimento diventa argomento politico, l’ironia si rivela più efficace dello slogan.
Mai come in quell’anno la creatività desidera così fortemente mettere in crisi il potere — e mai come allora il potere risponde con la repressione.
Bibliografia:
Simona Colarizi, Un Paese in movimento. L’Italia negli anni Sessanta e Settanta, Roma-Bari, Laterza, 2019
Angelo Pezzana, Dentro e fuori, Milano, Sperling & Kupfer, 1996
Antonio Pizzo, Il teatro gay in Italia. Testi e documenti, Torino, Mimesis, 2019
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