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Le Radici dell'Orgoglio

16 Agosto 1948

La senatrice socialista Lina Merlin presenta la proposta per l’abolizione delle case chiuse

PoliticaSocietà

La senatrice socialista Lina Merlin presenta un progetto di legge per l’abolizione delle case chiuse, un’istituzione che reggeva da quasi un secolo e che vedeva «la Chiesa chiudere sostanzialmente gli occhi sulle maisons, sulle case di tolleranza come male minore, come antidoto allo sfogo della lussuria nei letti di consacrati matrimoni, come bastione contro l’omosessualità, come salvaguardia della verginità insidiata dalla foia maschile, sulla quale, al di là delle reprimende dai pulpiti e in confessionale, i preti erano fatalisti».

La legge sulla prostituzione statalizzata era nata da un embrionale decreto cavouriano del 1859, allorquando il Regno di Savoia aveva stretto un’alleanza con la Francia di Napoleone III all’approssimarsi della II guerra d’Indipendenza.

I francesi, che erano già rodati alla tolleranza dai tempi del Bonaparte, quasi pretesero l’adattamento del Piemonte alle loro usanze in materia di marchette statali, preoccupati che le loro truppe dovessero combattere sul suolo italiano non solo contro gli austriaci, ma anche contro sifilide e altre malattie veneree. Il decreto divenne legge del Regno il 15 febbraio 1869 ed ebbe vita lunga e serena per poco meno di un secolo.

Fonti

Guido Vergani, in Giovanotti, in camera - Due secoli di marchette, Baldini & Castoldi, Milano, 1995, pag. 39, ricorda che a Venezia, nel Settecento, vi erano 136 fra casini e serragli e l'ordine del Consiglio dei Dieci aveva ordinato alle prostitute delle maisons di mostrarsi a seno nudo sulle porte e alle finestre per combattere la dilagante omosessualità.

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