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Le Radici dell'Orgoglio

29 Agosto 1952

Assassinio di Livio Caucci, medico romano

Cronaca neraOmocidio

In viale Gorizia a Roma, il medico settantenne Livio Caucci viene assassinato da due ragazzi poco più che maggiorenni, Salvatore Lazzari e Fernando Lisandri.

Il fatto di sangue, grazie a una «ampia e particolareggiata narrazione» da parte del questore, resa nel corso di una affollata conferenza stampa, sarà per giorni su tutti i giornali.

Il medico veniva chiaramente indicato come omosessuale e, nella spiegazione della dinamica, il delitto era presentato come conseguente a un rapporto sessuale per il quale il Caucci si era rifiutato di pagare.

Interessante una notazione de L’Unità nella didascalia posta sotto la foto del Lisandri: «Per la prima volta, dopo cinque anni di insuccessi, la polizia romana ha dimostrato d’aver seguito un metodo nell’esplicazione delle indagini in un delitto di ambiente».

Se ne deduce che i fatti di sangue in cui erano coinvolti appartenenti all’ambiente omosessuale non soltanto non fossero cosa rara nella capitale, ma anche che la polizia - per ignoranza, per insipienza, per pigrizia? - non aveva brillato nell’assicurare i colpevoli alla giustizia.

La risonanza data dalla stampa all’omicidio di viale Gorizia - che aveva solleticato non poco la curiosità morbosa dei lettori - non poté che avere come conseguenza un rinnovato impegno nel voler contenere la piaga dell’omosessualità.

 

Su «Il Tempo», Alberto Giovannini dedica al caso l'editoriale «Fior di pisello», che si inserisce in questo clima di ostilità verso l'omosessualità alimentato dalla cronaca del delitto.

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