Settembre 1959
Esce “Roma capovolta” di Giò Stajano
Un piccolo, ma molto ambizioso editore romano, Giovanbattista Quattrucci, pubblica il primo “romanzetto” di Gio’ Stajano, Roma Capovolta.
Il libro narra “a caldo” le esperienze fatte da Stajano negli anni resi mitici da Fellini con il suo “film-affresco” La Dolce Vita, nel quale Stajano aveva interpretato se stesso.
Il nucleo centrale era il racconto del suo travagliato amore per un certo Giorgio, baldo commesso viaggiatore livornese d'una ditta lombarda.
Il romanzo riceve qualche stroncatura e dura poco nelle librerie a causa del «farisaico moralismo pubblico all'epoca imperante».
Il romanzo «fu sequestrato, processato e condannato al rogo, con l'accusa di propagare idee contrarie alla pubblica morale e dannose per il costume sociale. Ad appena un mese dalla sua prima edizione, che andò completamente esaurita».
L’aggettivo “capovolto” contenuto nel titolo diviene per un certo periodo una moda giornalistica per indicare gli omosessuali.
Su richiesta di Quattrucci, Gio’ Stajano mise insieme un nuovo racconto dal titolo Meglio un uovo oggi, da pubblicare in tutta fretta per accontentare coloro che non erano riusciti a acquistare Roma Capovolta.
Il nuovo romanzo narra di «Tullio, giovane fusto trasteverino (personaggio immaginario, n.d.r.) capace di qualsiasi compromesso con donne e uomini, purché ricchi e propensi a favorire le sue ambizioni di arrampicatore sociale».
Il libro viene sequestrato pochi giorni dopo, ai primi di dicembre, con la stessa accusa del precedente, «ma in realtà perché in uno dei personaggi “immaginari” era fin troppo chiaramente riconoscibile un importantissimo personaggio politico di quegli anni, sui cui vizi segreti e pubbliche virtù avevo ricevuto ampi e circostanziati ragguagli dall’informatissimo onorevole zia Vincenza, che lo conosceva bene».
Al sequestro segue la condanna e il ritiro delle copie dalle librerie.
Scrive Stajano nella sua autobiografia: «Ebbe una vastissima eco scandalistica perché fu il primo romanzo italiano dichiaratamente e autobiograficamente omosessuale. Pier Paolo Pasolini non aveva ancora la rinomanza che ha avuto in seguito e Alberto Arbasino non aveva ancora dato alle stampe il suo Anonimo Lombardo. Quanto a Peppino Patroni Griffi, era soltanto un giovane scrittore di belle speranze. E Aldo Busi penso non fosse ancora nato».
Maria Giocchina Stajano Starace Contessa di Panico in arte Giò Stajano, La mia vita scandalosa, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1992.