5 Aprile 1972
Manifestazione del Fuori! a Sanremo
Il Fuori! partecipa alla sua prima manifestazione, contestando il I Congresso di Sessuologia realizzato dal Centro Italiano di Sessuologia, C.I.S. a Sanremo. Parrebbe che il congresso avesse come finalità quella di formulare la pericolosità sociale dell’omosessualità, in appoggio a una proposta di legge del PSDI che avrebbe voluto rendere l’omosessualità illegale. Pezzana viene a sapere del congresso in tempo utile non solo per organizzare la manifestazione, ma anche per iscriversi sotto mentite spoglie di medico al convegno. Il Fuori! riesce a coinvolgere anche altri gruppi europei che arrivano in pullman: francesi del FHAR, le famose Guines Rouges, belgi del MHAR e inglesi (tra questi, come delegato, vi è anche Mario Mieli). Gli appartenenti al Fuori! partecipano in massa a una manifestazione all’ingresso della sala del Casinò. Il presidente del Congresso, Santori, chiede l’intervento della polizia (poi smentirà), ma in un secondo tempo viene permesso a una rappresentanza degli omosessuali di partecipare ai lavori. La notizia della contestazione omosessuale si sparge con la velocità del fulmine, attirando giornalisti e persino la televisione, nella persona di Gigi Marsico, che chiede interventi a tutti i presenti, snobbando i congressisti veri. I manifestanti si rifiutano. Viene loro spiegato che il tentativo è serio, ma essi rispondono che “non è seria la TV". Nel primo e nel secondo giorno del congresso gli omosessuali riescono a portare contestazioni agli interventi. Il terzo giorno, quando gli aderenti al FUORI! hanno abbandonato Sanremo, scoppia una bomba derattizzante. (vedi FUORI! n.1, giugno ‘72). Al Congresso partecipa anche Gino Olivari con un intervento dal titolo Il fenomeno dei riflessi condizionati nel trattamento dell’omosessualità.
Scrive Myriam Cristallo in Uscir Fuori: “I cattolici italiani del CIS, Centro Italiano di Sessuologia, notoriamente vicini ad ambienti vaticani, non appena ebbero avuto sentore che le lotte di liberazione gay si preparavano a esplodere anche in Italia, non persero tempo a organizzare un Congresso, che avrebbe dovuto raccogliere elementi affinché si potesse presentare in Parlamento una proposta di legge peggiorativa delle sanzioni vigenti in materia all’epoca da noi. Di fatto una proposta vecchia di dieci anni, fondata sulla nozione di corruzione e plagio... Vi si prevedeva il carcere (peggio che in Spagna), con raddoppio di pena in presenza di aggravanti. Vent’anni di carcere per un rapporto sessuale (che poi non li hanno dati nemmeno all’assassino di Pasolini) sembravano all’epoca in certi ambienti una giusta pena. Da questo lato il progetto aveva una sua malizia: distingueva in sedotti consenzienti e dissenzienti, e poiche’ un’aggravante prevedeva che il suddetto raggirato si trovasse sotto l’effetto di’ alcool o droghe, tutto cio’ fabbricava in lui un testimone il quale pur di salvare se stesso, avrebbe affermato di essere stato ridotto in condizioni di mente anormali, inchiodando cosi il seduttore al massimo della pena".
Cfr. Atti del I Congresso Internazionale di Sessuologia, Ed. Minerva Medica, Torino, 1972.