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Le Radici dell'Orgoglio

22 Settembre 1977

Convegno contro la repressione a Bologna

AttivismoCostumeDirittiPolitica

Tra il 22 e il 25 settembre da tutta Italia si conviene a Bologna in un grande e magmatico incontro convocato da un manifesto pubblicato il 5 luglio sul quotidiano «Lotta Continua», promosso da un gruppo di notissimi intellettuali francesi (tra gli altri: Felix Guattari, Jean-Paul Sartre, Gilles Deleuze, Michel Foucault, Simone De Beauvoir) contro la repressione. Lo scopo è quello di riunire tutto quello che è rimasto del dissenso italiano.

Circa centomila giovani trasformano la città in un palcoscenico per feste, rappresentazioni teatrali e musicali, iniziative politico-culturali di ogni tipo, mentre all’interno del palazzo dello sport i gruppi più politicizzati si confrontarono duramente sul futuro del movimento studentesco.

Si arriva alla rissa tra Autonomi e esponenti di Lotta continua, apostrofati dai primi come "la nuova polizia".

«I difficili tre giorni di Bologna» sono visti come «una terribile prova della democrazia» da Norberto Bobbio, che avverte di non criminalizzare in toto i nuovi movimenti giovanili, tacciandoli di fascismo.

Il convegno si conclude con un corteo e uno spettacolo di Dario Fo in piazza VIII Agosto. Senza un accordo strategico tra le sue varie anime, la tre giorni di settembre segna probabilmente la fine politica del Movimento.

Il movimento omosessuale ne fu parte.

Fonti

Scrive al proposito Beppe Ramina: “Non si tratta più di sacrificare identità, differenze, bisogni per essere un pugno chiuso contro il padrone; occorre invece sapere che i rischi di somigliare a quel sistema che si vuole trasformare sono tanti, come avevano dimostrato le storie dell’URSS, della Cina, di Cuba. e che dunque occorre da subito, senza rinviare ad un tempo secondo, mettere sul tappeto tutti i bisogni di libertà e impastare con questo lievito il nuovo pane della sinistra. I movimenti settantasettini, con la veemente creatività che li distinse da ogni altro, erano in assonanza con questo bisogno del movimento di liberazione omosessuale e ne costituirono perciò il luogo naturale di residenza”. Ha più diritti Sodoma di Marx?, op.cit..

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