17 Novembre 1981
PdL della Dc per la variazione anagrafica delle persone transgender
Un gruppo di senatori democristiani, con a capo il capogruppo Giorgio Di Giuseppe, presentano un disegno di legge in cui è previsto il cambiamento anagrafico di sesso.
A favore dei transessuali c’è anche una proposta Dc. Roma – I democristiani spezzano una lancia a favore dei transessuali. Alcuni senatori dello scudo crociato – con in testa il capogruppo Giorgio Di Giuseppe – hanno presentato un disegno di legge in cui è previsto il cambiamento anagrafico di sesso. L’iniziativa democristiana potrebbe favorire l’approvazione a breve scadenza di una legge per i transessuali, ma potrebbe anche avere l’effetto di ritardare di parecchio i tempi del riconoscimento ufficiale del passaggio di sesso. Nei giorni scorsi infatti è stata approvata alla Camera una proposta di legge dei radicali. La proposta – che parla di “rettificazione degli atti dello stato civile” – deve essere ora discussa al Senato. Ora essendosi aggiunto il testo elaborato dai democristiani, si profila la necessità di discuterli insieme. È ancora possibile che la commissione approvi a maggioranza il testo che ha già passato l’esame della Camera. Ma appare difficile che i senatori dc, dopo aver curato la stesura di una propria proposta, accettino di rinunciarvi. Perciò è più probabile che si arrivi alla fusione dei due testi, cosa che comporterebbe un ritorno alla Camera dei deputati, per l’approvazione definitiva. Mentre la proposta radicale si compone di un solo articolo, quella democristiana appare più particolareggiata. Nel primo articolo afferma che “il mutamento di sesso può giudizialmente essere dichiarato nel caso di modificazioni dei caratteri sessuali della persona, intervenute in riferimento a situazioni di sesso non definito all’atto della nascita, ovvero relative ad evoluzione naturale. Può essere altresì dichiarato in caso di transessualismo irreversibile”. La domanda di cambiamento di sesso dovrebbe essere presentata “al tribunale del luogo di residenza”. Dopo un’attenta valutazione – sotto il profilo medico, psicologico e giuridico – verrebbe autorizzato l’eventuale intervento operatorio “per il definitivo adeguamento del sesso”. Nella relazione che accompagna l’iniziativa, i senatori democristiani sottolineano che può accadere che vi siano delle persone con sesso diverso da quello sotto il quale figurano iscritte all’anagrafe. E ciò le costringe a fingere e a mimetizzarsi, “con conseguenze facilmente immaginabili sotto il profilo penale”.
Gino Fantin, Corriere della Sera, 18 novembre 1981, pag. 7