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Le Radici dell'Orgoglio

23 Aprile 1982

Omicidio di Salvatore Pappalardo

AttivismoCronaca neraOmocidio

Salvatore Pappalardo, operaio trentaseienne originario della Sicilia ma residente a Torino, nella notte di venerdì 23 aprile 1982, arriva da Torino a Roma, lascia i bagagli a Termini e si reca nei giardini del Campidoglio, noti come Monte Caprino, luogo d’incontro gay. Qui è assalito da tre persone armate di bastoni di legno che lo colpiscono ripetutamente alla testa e al corpo, uccidendolo. Gli assassini non sono mai stati identificati, ma la polizia, esclusa l’ipotesi della rapina, lì definì “una misteriosa gang di giustizieri” che agirono “in una spedizione punitiva”. “Paese Sera” del 25 aprile, tuttavia, parla di “tragica lite tra omosessuali”, contraddicendo spudoratamente l’evidenza. Il delitto Pappalardo contribuisce a rafforzare gli omosessuali romani, rendendoli più coesi e favorendo nuovi rapporti con le istituzioni. In particolare, vi è il primo tentativo di contatto con la questura e le forze di polizia, come testimoniano le parole di Bruno Di Donato, del “Fuori” romano, che sarà il primo presidente del Circolo “Mario Mieli”: «La polizia? Fa poco e male. (…) Invece di difenderci dalle aggressioni ci impauriscono e spesso ci minacciano. (…) Per questo il Fuori ha chiesto un incontro con il Questore di Roma ed ha inviato un telegramma al congresso del sindacato di polizia. Vorremmo che capissero e rispettassero le nostre scelte e facessero anche nei nostri confronti il loro dovere». Sull’emozione di questo fatto il Fuori! romano ed il Narciso si costituiscono in MUOR (Movimento unitario degli omosessuali romani) e subito dopo – compreso il senso negativo della sigla – in CUOR (Coordinamento unitario degli omosessuali romani).

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