Salta al contenuto principale

Le Radici dell'Orgoglio

7 Febbraio 1986

I Festival di cinema omosessuale a Bologna

AttivismoCinema

Sino al 17 febbraio, Festival del Cinema Gay a Bologna.

La Repubblica: “1° Festival del cinema omosessuale a Bologna”

Bologna - Si intitola Un amore come gli altri il Festival internazionale del cinema omosessuale in programma dal 7 al 17 febbraio prossimi. I film, numerosissimi e ovviamente prodotti da cinematografie di vari paesi europei, saranno tutti proiettati al cinema Lumière a cura della Cineteca e della Commissione Cinema del Comune di Bologna, che hanno organizzato la manifestazione insieme alla Mostra Internazionale del Cinema libero di Porretta, all' Arci-Gay e al circolo "XXVIII giugno". La manifestazione ha comunque molti "padrini": anche gli uffici culturali delle ambasciate di Francia, Belgio e Olanda, nonchè il Danish Government Film office, il ministero della cultura di Spagna e il Greek Film Center, hanno contribuito alla sua realizzazione. Il Festival è del resto una vetrina di quanto il cinema mondiale ha prodotto sulla problematica dell'omosessualità. Il titolo, poeticamente, ma con sapore dichiaratamente polemico, già dice tutto: Un amore come gli altri presenterà i film in programma in edizione originale con sottotitoli, o con traduzione simultanea. Quattro i cineasti di particolare importanza che il Festival ospiterà: si tratta del belga Eric de Kuyper, autore tra l'altro di Strange love affair; dei francesi Lionel Soukaz e Guy Hocquenghem, coautori di Rape d'En sulla storia del movimento omosessuale nel nostro secolo e, ancora, Simon Boshgoff che arriva dalla Svizzera, autore di Von Liebe leben, sui "ragazzi di vita" delle borgate romane. Nell'ambito del festival sono molti, comunque, i film che si preannunciano come novità di particolare interesse: oltre a Trilogia dell’inglese Terence Davies, Colpo di grazia di Schlondorff, Uno sguardo diverso dell'ungherese Makk il recentissimo Il bacio della donna ragno, di Babenco e L'ombra degli angeli, dello svizzero Schmid, tratto nel '76 dalla discussa pièce di Fassbinder La città, la morte e l'immondizia. Altre opere avranno la firma di Chantal Ackermann, Chèreau e Morrissey”.

Dona