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Le Radici dell'Orgoglio

14 Maggio 1989

Sondaggio sul quotidiano «La Repubblica»

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Sondaggio sul quotidiano «La Repubblica»

GLI ITALIANI E IL PIANETA GAY DAL RIFIUTO ALL' INDIFFERENZA

Metà degli italiani accetta l’omosessualità, l’altra metà la rifiuta. Ad un 48,9% che la ritiene semplicemente una forma d' attrazione verso persone dello stesso sesso, e che quindi non dà qualificazioni negative, si contrappongono varie forme di condanna. C’è un 10,5% che definisce gli omosessuali malati, un 8,7% che li considera diversi, un 7,2% che li ritiene anormali, imperfetti, un 2,1% che parla di effeminati, pervertiti, un 2,9% che comunque li disprezza e infine un 20,6% che, con varie definizioni, afferma di ignorarli. È uno dei dati elaborati in una indagine condotta dall’Ispes (Istituto di studi politici economici e sociali) in collaborazione con l'Arci-gay e il settimanale Epoca. Per tentare di comprendere la percezione dell'omosessualità in Italia è stato interpellato un campione di duemila persone di differente età, professione e condizione sociale. Dall’inchiesta, tra l’altro, emerge che il 7,7% degli italiani intervistati ha detto d' aver avuto esperienze gay e che il 13,5% le ha desiderate. In una indagine analoga condotta nel 1983 - ha sottolineato il presidente dell'Arci-gay Franco Grillini - nessuno aveva ammesso d' aver avuto esperienze omosessuali. Grillini ha parlato d' uno stupefacente rivolgimento cultura di massa. Ma dall' indagine Ispes emerge anche un altro dato: mentre il 60% degli intervistati dice di conoscere degli omosessuali, appena il 2,5% dichiara di aver omosessuali tra i propri parenti. I due dati sono assolutamente inconciliabili: uno dei due è falso. Il fatto è - ha commentato il presidente dell'Ispes Gian Maria Fara - che dell’omosessualità in famiglia ci si vergogna, come ci si vergogna di avere un parente alcolizzato, tossicodipendente o in galera. Dunque, secondo Fara, l’analisi di Grillini è troppo ottimistica: Quel che dall'indagine emerge non è tanto l'atteggiamento fustigatorio contro il vizio quanto, piuttosto, il fastidio verso una presenza pericolosa. L'interpretazione della ricerca segue una sorta di doppio binario. E così tra i motivi che potrebbero essere alla base di questa sostanziale indifferenza, Fara include anche la diffusione dell’Aids. Grillini ammette che l’Aids ha inizialmente peggiorato la percezione dell'omosessualità, ma subito aggiunge che la malattia è stata anche l’occasione per la rottura definitiva dell’omertà. Dall'indagine emerge che secondo il 46% degli intervistati il fenomeno Aids è stato la causa d' una ingiusta discriminazione dei gay. Gli atteggiamenti degli italiani sono tanto contraddittori da rendere molto difficile un'interpretazione univoca. Alla domanda su come reagirebbero nello scoprire che un parente stretto è omosessuale, l’11% degli intervistati parla di senso di disgusto. Un'altra fetta consistente (15,1%) dice che temerebbe conseguenze sociali e familiari. Ma c'è anche un 35,3% che si limiterebbe a prendere atto della situazione, un 23% (con una notevole prevalenza di donne) che aiuterebbe il parente-gay a vivere più serenamente e infine un 6,7% che apprezzerebbe la sincerità della rivelazione. Parallelamente alla domanda sull' atteggiamento di fronte a un omosessuale si va da un 20,6% che parla di disagio (un altro 6% afferma di temere di ricevere attenzioni sessuali) a un 11,9% che manifesta ammirazione per il suo coraggio. Di certo, quando dall'omosessualità incontrata si passa all' omosessualità vissuta, subentrano molti pudori. Il grado di reticenza è inversamente propozionale allo status sociale e al grado culturale (tra i professionisti e i dirigenti il 16% ammette di aver avuto esperienze omosessuali, mentre tra i pensionati fa altrettanto solo il 3%) ed è anche legata alle convinzioni religiose: ammette di aver avuto esperienze gay il 18,3% dei non credenti e solo il 3,3% dei credenti. Eppure secondo il 56% dei maschi e il 62,1% delle femmine fede cattolica e omosessualità sono conciliabili. A questa difformità di atteggiamenti individuali, s'accompagna una più decisa tolleranza sociale: quasi il 50% degli intervistati ritiene che la società dovrebbe difendere i diritti degli omosessuali, il 22% è per un atteggiamento di civile indifferenza, solo un 11% ritiene che dai gay ci si debba salvaguardare. Divisione a metà sulla possibilità d'un riconoscimento giuridico della convivenza tra omosessuali: favorevole il 49%, contrario il 48,2%.

di Giovanni Maria Bellu

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