Joe Buck (Jon Voight), un ingenuo e aitante lavapiatti texano, lascia la provincia per andare a New York: è convinto di poter fare fortuna proponendosi come gigolò a pagamento per le ricche signore della metropoli. La realtà della Grande Mela si rivela però ben più spietata del previsto e le sue speranze crollano rapidamente, lasciandolo senza soldi ed emarginato. Senza un tetto sopra la testa, Joe stringe un'inaspettata alleanza con Enrico Rizzo, detto "Ratso" (Dustin Hoffman), un piccolo imbroglione zoppo e malato di tubercolosi che vive di espedienti nei bassifondi della città. Tra i due emarginati nasce un profondo legame d'amicizia e reciproco sostegno. Quando la salute di Ratso peggiora drasticamente, Joe compie un gesto estremo per procurarsi i soldi necessari a portarlo in Florida, inseguendo fino all'ultimo il sogno di un futuro migliore.
Pur non essendo nato esplicitamente come un film di rivendicazione LGBTQ+ (uscì un mese prima dei moti di Stonewall del 1969), Un uomo da marciapiede resta una pietra miliare della rappresentazione della fluidità sessuale e dell'emarginazione sociale nel cinema americano.