Gustav von Aschenbach, stimato e rigoroso scrittore tedesco sui cinquant'anni che ha dedicato l'intera vita alla disciplina artistica e alla ricerca della perfezione formale, decide di concedersi una pausa per superare un blocco creativo e si trasferisce in vacanza al Lido di Venezia.
Presso l'Hotel des Bains, la sua attenzione viene catturata da Tadzio, un quattordicenne polacco di straordinaria e ideale bellezza aristocratica. Aschenbach sviluppa un'ossessione silenziosa e contemplativa per il ragazzo, vedendo in lui l'incarnazione dell'ideale platonico di bellezza e giovinezza.
Mentre l'ossessione dell'anziano scrittore cresce, a Venezia comincia a diffondersi un'epidemia di colera asiatico. Le autorità locali cercano di insabbiare la notizia per non danneggiare il turismo, ma Aschenbach scopre la verità. Nonostante il pericolo letale e l'opportunità di fuggire, decide di rimanere in città pur di non allontanarsi da Tadzio, lasciando che la propria compostezza morale e razionale si dissolva gradualmente.
Sull'orizzonte di una Venezia decadente, malata e soffocante, la parabola di Aschenbach giunge alla fine: indebolito dal contagio, muore sulla spiaggia del Lido sulla sua sedia da sdraio, mentre contempla per l'ultima volta la figura di Tadzio che cammina verso il mare.