La Cassazione conferma la dicitura «genitore» sulla carta d’identità
Con la sentenza n. 9216, depositata l’8 aprile 2025 dopo l’udienza pubblica dell’11 febbraio, la Corte di cassazione rigetta il ricorso del Ministero dell’Interno contro la sentenza n. 1049/2024 della Corte d’appello di Roma. Quella pronuncia aveva ordinato di indicare la qualità di «genitore», o una dizione equivalente, sulla carta d’identità elettronica di un minore con due madri, disapplicando il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019 che aveva reintrodotto «padre» e «madre». Le due madri erano assistite da legali di Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno.
La Procura di Padova impugna 33 atti di nascita con due madri
A metà giugno 2023 la Procura di Padova impugna trentatré atti di nascita di bambini registrati dal 2017 dal sindaco Sergio Giordani con la madre biologica e la madre intenzionale; le raccomandate alle famiglie sono note il 19 giugno. I ricorsi chiedono la cancellazione della madre non biologica dall’atto e la rettifica del cognome dei minori. Il 5 marzo 2024 il Tribunale di Padova dichiara inammissibili i ricorsi.
Le Sezioni Unite negano il riconoscimento del padre d’intenzione
Con la sentenza n. 12193 le Sezioni Unite civili della Cassazione cassano l’ordinanza della Corte d’appello di Trento depositata il 23 febbraio 2017: il provvedimento della Superior Court of Justice dell’Ontario che attribuiva la genitorialità al padre privo di legame biologico non è riconoscibile in Italia. Secondo la Corte il divieto di surrogazione di maternità dell’articolo 12, comma 6, della legge 40/2004 è norma di ordine pubblico.
Il Tribunale di Rovereto esclude l’obbligo di intervento chirurgico
Il Tribunale di Rovereto accoglie la domanda di rettificazione anagrafica di sesso e di nome di una persona che non si era sottoposta a intervento chirurgico, ritenendo che l’operazione non sia un presupposto necessario ai sensi della legge 164/1982 quando manca il conflitto di rifiuto verso i propri organi genitali. Il provvedimento, nella causa r.g. 1027/2012, richiama la sentenza della Corte costituzionale n. 161/1985 e alcune pronunce del Tribunale di Roma. In precedenza la Corte d’appello di Bologna aveva invece respinto un’analoga richiesta. Il principio sarà consolidato dalla Cassazione e dalla Corte costituzionale nel 2015.
Arcigay denuncia il sindaco di Chieti Nicola Cucullo
Nel settembre 2000 Arcigay presenta una denuncia contro Nicola Cucullo, sindaco di Chieti dal 1993 al 2004, per le minacce rivolte alle persone omosessuali. Le dichiarazioni risalgono al luglio precedente, quando Cucullo scrisse al sindaco di Roma Francesco Rutelli e invitò i partecipanti al World Pride dell’8 luglio a non entrare a Chieti. L’iniziativa è registrata nella cronologia ufficiale dell’associazione fra le attività del 2000.
La Forbundet af 1948 e il movimento danese
Il 10 dicembre 1948, ispirati dalla Dichiarazione universale dei diritti umani appena adottata dalle Nazioni Unite, i danesi Axel Lundahl-Madsen ed Eigil Axgil fondano a Parigi la Forbundet af 1948. L’anno dopo l’associazione comincia a pubblicare la rivista «Vennen» e apre una propria rappresentanza segreta in Norvegia; nel 1951 i soci superano i 1.300, con ramificazioni in Svezia e Norvegia, e «Vennen» diventa acquistabile nelle edicole dei tre paesi.
Nel marzo del 1955 la polizia perquisisce la redazione di «Vennen» a Copenhagen, in quello che viene ricordato come lo «Store pornografi-affære». Nel giugno del 1965 Kim Friele, leader del ramo norvegese della Forbundet, fa il proprio coming out pubblico. Nel 1985 l’associazione cambia nome in Landsforeningen for Bøsser og Lesbiske.
Il giro di vite londinese e il caso Lord Montagu
Nell’autunno 1953 la stampa italiana registra l’«offensiva a Londra contro il dilagare del vizio»: in novembre la polizia della capitale avvia una vasta operazione contro l’immoralità, dai night club alle taverne del porto, in un paese già scosso dal fenomeno delle call girls. In dicembre Lord Montagu, terzo barone di Montagu, è accusato di atti sessuali su un boyscout, e nel marzo 1954 torna davanti a un giudice per aver tentato di sedurre due giovani militari. Entro la fine del 1954 si contano in Inghilterra e Galles oltre mille persone omosessuali arrestate e processate nell’arco di un decennio.
Pier Carlo Toscani allievo di Braibanti
Pier Carlo Toscani incontra Braibanti per la prima volta nel 1956, a una mostra di formicai a Fiorenzuola. Nel 1960 si fa presentare a lui dal fratello Franco e ne diventa allievo.
La censura di «Rocco e i suoi fratelli»
Presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 1960, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti ne esce sconfitto, e subito dopo la magistratura milanese impone al regista quindici minuti di tagli. Visconti viene assolto in via definitiva solo nel 1966, ma nel 1969 la censura ribadisce il divieto ai minori di diciotto anni, e nel 1979 il film subisce ulteriori tagli per il debutto televisivo.
Lo scandalo dei ragazzi squillo di Roma e il caso Konstantin Feile
Nell’aprile 1960 scoppia a Roma lo scandalo dei “ragazzi squillo”: vengono fermati lo scultore tedesco Konstantin Feile e Beaudoin Mills. La stampa popolare si getta sul caso, da «Lo Specchio», che alla fine di aprile pubblica “Potrebbe essere vostro figlio” di Dino Sanzò, a «Meridiano d’Italia», che manda in stampa foto avute dalla questura.
All’inizio di maggio la polizia tedesca chiede l’estradizione di Feile, ricercato in Germania per gli stessi reati, e alla fine del mese lo scultore, detenuto a Regina Coeli, viene sottoposto a perizia psichiatrica. In giugno alcuni deputati comunisti presentano interrogazioni parlamentari sui casi di corruzione di minori. Il 22 ottobre il PM chiude l’inchiesta chiedendo l’incriminazione dello scultore e di due minorenni, e nel marzo 1961 Feile è condannato a tre anni per corruzione di minore, con pene minori per gli altri imputati.