Nella camera di una pensione in via Principe Amedeo
Ferisce a morte l’amico con una revolverata e si toglie la vita sparandosi al petto
Le figure dei due protagonisti della fosca tragedia - Una lettera che rivela un torbido retroscena - Le indagini svolte dal Commissariato Viminale
| Data | 27 giu 1950 |
| Testata | Il Messaggero |
| Tipologia | Quotidiano |
| Autore | Anonimo |
Nella pensione «Sanfelice» di via Principe Amedeo 6, a Roma, Guido Marcucci, trentadue anni, impiegato residente a Livorno, ferisce a morte con un colpo di rivoltella Bruno Fontanesi, venticinquenne autista senza fissa dimora, e si spara al petto. Il quotidiano ricostruisce le due biografie e riporta la lettera-testamento con cui Marcucci, che ha moglie e due figli a Livorno, dispone dei propri beni prima di uccidersi. Il movente indicato è l’annuncio di Fontanesi di volersi sposare e troncare il legame. Il fatto è presentato come appartenente «al torbido mondo degli anormali».