Otto travestiti a giudizio per sostituzione di persona
Processo in pretura il 6 febbraio: l’udienza sarà particolarmente importante per una definizione giuridica dei reati attribuiti agli anormali
| Data | 26 gen 1968 |
| Testata | Corriere della Sera |
| Tipologia | Quotidiano |
Fra il novembre e il dicembre del 1967 la polizia ferma al Parco Ravizza, a Milano, otto persone che indossano abiti femminili e parrucche. Il Corriere le presenta con i nomi che usano — Armida, Jolanda, Dafne, Samantha, Titti, Natascia, Sonia, Arianna — e subito dopo, secondo l’uso del tempo, con quelli dell’anagrafe. Le accuse sono sostituzione di persona e «invito al libertinaggio in maniera scandalosa». Gli abiti e le parrucche sono stati sequestrati e giacciono all’ufficio corpi di reato del palazzo di giustizia.
L’articolo spiega perché l’udienza del 6 febbraio conta: per la prima volta verrà esaminata a fondo la posizione dei travestiti di fronte alla legge. E dice, quasi di sfuggita, la frase che regge tutta la vicenda: «Il codice penale non prevede pene specifiche per gli omosessuali». È esattamente per questo che si finisce a processare un guardaroba. Dove il reato non c’è, si prendono in prestito le norme che ci sono — sostituzione di persona, adescamento, atti contrari alla pubblica decenza — e il risultato non cambia.
Per misurare la distanza fra quello che il Corriere chiama travestitismo e quello che quelle otto persone stanno vivendo bastano due date. Nel 1967, mentre la polizia ferma le prime di loro al Parco Ravizza, Romina Cecconi, la Romanina, si sottopone in Svizzera a un intervento di riassegnazione di genere; per vedersi rettificare sesso e nome sui documenti deve aspettare il luglio del 1972 e una sentenza del Tribunale di Lucca. Il Movimento Italiano Transessuali nasce fra la fine del 1979 e l’inizio del 1980. Nel gennaio del 1968 non esiste né l’uno né l’altra: né un riconoscimento, né un movimento che possa prendere la parola. C’è solo la pretura.
Fra l’articolo e l’udienza passano undici giorni. In mezzo, dal primo al 3 febbraio, c’è Sanremo: la diciottesima edizione, la prima condotta da Pippo Baudo. Il paese è davanti al televisore mentre otto persone aspettano di essere giudicate per come si vestono.