Salta al contenuto principale

Le Radici dell'Orgoglio

La pensione Sanfelice e «il torbido mondo degli anormali»

La pensione Sanfelice e «il torbido mondo degli anormali»

Il dramma di via Principe Amedeo nel 1950: la cronaca della pensione Sanfelice, l'omicidio-suicidio e la scintilla che diede inizio alla battaglia di Gino Olivari

Vicende

La mattina del 26 giugno 1950, poco prima delle otto, tre colpi di pistola echeggiano nella pensione «Sanfelice» di via Principe Amedeo 6, a Roma.

Nella stanza, presa in affitto il 19 giugno, alloggiano Guido Marcucci, impiegato trentaduenne residente a Livorno, e Bruno Fontanesi, venticinquenne di Marino, autista e cameriere saltuario, senza fissa dimora.

La proprietaria e la cameriera Amelia Fiore, ventiseienne, sentono flebili lamenti dietro la porta chiusa dall’interno e avvertono il commissariato Viminale. Gli agenti abbattono la porta e trovano i due ancora vivi: Fontanesi con una ferita sopra l’occhio sinistro, Marcucci in pigiama con il petto insanguinato. Trasportati al Policlinico, Marcucci muore verso le undici; per Fontanesi, con il proiettile conficcato nella calotta cranica, le condizioni appaiono disperate.

Sulle prime si pensa a un duplice suicidio, per via di un foglietto trovato fra gli oggetti di Marcucci. Ma il biglietto è scritto di suo pugno e da lui solo, e la natura della ferita di Fontanesi – al lato sinistro della fronte – porta gli inquirenti a un’altra ricostruzione: Marcucci avrebbe sparato all’amico che dormiva, per poi premere il grilletto altre due volte contro il proprio petto.

La pistola, una Bernardelli calibro 6,35, viene rinvenuta a terra accanto al letto di Fontanesi. Su chi abbia sparato a chi, però, le cronache dello stesso giorno divergono: «Il Messaggero» attribuisce i colpi a Marcucci, l’impiegato, che si sarebbe ucciso sparandosi al petto; l’«Avanti!» titola invece che a spararsi – a una tempia – sarebbe stato il cameriere.

C'è molto materiale che aspetta solo qualcuno che lo trascriva, lo rilegga, lo metta in ordine. Si lavora da casa, con i propri tempi.

Dai una mano

Sul movente le testate concordano: l’abbandono.

Fontanesi aveva manifestato l’intenzione di costituirsi una famiglia e di troncare il rapporto; Marcucci lo aveva più volte dissuaso e perfino minacciato.

«Il ferito voleva abbandonare l’amico per sposare una ragazza», riassume l’«Avanti!» nel sommario. A Livorno Marcucci aveva moglie e due figli: prima di uccidersi scrive una specie di testamento in cui prega la polizia di far recapitare ai familiari il guardaroba, i documenti e trentamila lire.

È però il modo in cui i giornali raccontano il fatto a farne una vicenda.

«Una fosca tragedia, i cui protagonisti appartengono al torbido mondo degli anormali», attacca «Il Messaggero». «Fosco dramma fra omosessuali in una pensione», titola l’«Avanti!». «Torbida tragedia in una pensione romana», il «Corriere della Sera».

L’omosessualità non è un dettaglio della cronaca: è insieme la cornice, la spiegazione e la condanna. Un movente che altrove sarebbe stato archiviato come dramma della gelosia diventa qui la prova di una natura.

Fra chi legge quelle righe, in quei giorni, c’è anche un ingegnere milanese fino ad allora estraneo alla questione: Gino Olivari. «Alla fin fine il succo dei commenti era: due di meno», ricorderà. Due anni dopo scriverà per «Problemi sessuali» i quattro articoli che gli varranno cinquantaquattro denunce, un processo e l’inizio di trentasette anni di impegno a fianco degli omosessuali italiani.

Diritti e citazione

© Associazione Le Radici dell’Orgoglio. I testi e le schede di questo sito sono protetti dalla legge sul diritto d’autore (L. 633/1941).

La riproduzione, integrale o parziale, è consentita solo con il permesso scritto dell’Associazione e sempre citando la fonte: «Le Radici dell’Orgoglio», il titolo dell’articolo e il link alla pagina. Per le richieste: info@leradicidellorgoglio.it

Le brevi citazioni a scopo di studio, ricerca, critica o discussione sono libere, purché riportino la stessa indicazione della fonte. È invece riservato l’uso per l’estrazione di testo e dati e per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale.

I materiali di terzi riprodotti nelle schede, come ritagli di stampa e fotografie, restano di proprietà dei rispettivi titolari.

Come citare

Le Radici dell’Orgoglio, «La pensione Sanfelice e «il torbido mondo degli anormali»», leradicidellorgoglio.it, https://leradicidellorgoglio.it/le-storie/il-delitto-della-pensione-sanfelice/ (consultato il gg/mm/aaaa).

Dona