Giornalista sportivo e critico musicale. Ufficiale di Savoia Cavalleria in Russia.
Monza, 15 febbraio 1918 – Milano, 16 settembre 1998.
Luigi Gianoli nasce a Monza nel 1918 in una famiglia dove, come dice lui, le tradizioni di casa sono il canto e il giornalismo. Il padre scrive di cavalli sulla «Gazzetta dello Sport» e già da bambino lo porta in redazione. La bisnonna paterna è Isabella Galletti Gianoli (Bologna 1835 – Milano 1901), soprano drammatico. Nel 1871 l’impresario Paul Draneht le propone il ruolo di Aida per la prima al Cairo, ma la donna rifiuta per il timore del viaggio per mare.
L’altra bisnonna, Stanislava, è polacca e dipinge.
Nel 1939 entra per scelta nel 3º Reggimento Savoia Cavalleria. Fa la campagna di Jugoslavia e poi quella di Russia a cavallo, fino al Don, ed è presente e testimone della carica di Isbuscenskij del 24 agosto 1942, l’ultima carica di cavalleria dell’esercito italiano.
Da quell’esperienza ricava, quarantasei anni dopo, Savoye bonnes nouvelles. L’ultima epopea della cavalleria italiana (Edizioni Equestri, 1988), un libro che nel 1993, nel corso dell’intervista pubblicata su questo sito, presenta così: «Dentro c’è un rapporto larvato fra un ufficiale e l’autore, che sono io, e lo avverte solo chi ne sente il profumino».
Le fonti esterne gli attribuiscono poi una sua partecipazione nella Resistenza: membro del Comitato di Liberazione, arrestato dai tedeschi e liberato per intervento del cardinale Schuster, educato all’antifascismo dal generale Cadorna.
Firma il registro di redazione della «Gazzetta dello Sport» il 26 aprile 1945, il giorno dopo la Liberazione di Milano, chiamato da Bruno Roghi, che sta per riprendere la direzione del giornale. Alla Gazzetta resta quarant’anni: cavalli e ippica soprattutto – tanto da essere chiamato «il poeta dei cavalli» -, ma anche ciclismo, con diversi Giri d’Italia e un Tour de France, e tennis, con due viaggi in Australia per la Coppa Davis di Pietrangeli e Sirola.
Nel 1972 vince il Premio Bancarella Sport con Sport e verità; nel 1981 il Premio Saint-Vincent per il giornalismo.
Parallelamente, dal 1946 e per vent’anni, è critico musicale dell’«Italia», il quotidiano cattolico milanese poi confluito in «Avvenire»: ha studiato musica, e di quegli anni dice di essersi goduto tutta la Scala nella rinascita del melodramma. Al giornale cattolico, negli anni della morale democristiana, non parla di sé e nessuno gli chiede nulla.
Scrive una trentina di libri. Nel 1991, a settantatré anni, firma i testi de La Briglia d’oro per Fieracavalli, uno dei primi spettacoli italiani di teatro equestre.
Nell’intervista del 1993 racconta che tiene ancora in un cassetto due romanzi non pubblicati, di cui racconta per filo e per segno la trama: storie di ricatto, di delazione e di partigiani, con al centro una donna feroce. Dice di essere troppo pigro per andare a proporli, perché bisogna un po’ prostituirsi e non lo diverte.
Sull’omosessualità è esplicito per tutta la vita: «Sempre, non ho mai taciuto», e proprio per questo, sostiene, non ha mai noie, né in cavalleria – dove è visibilmente omosessuale e nessuno fa problemi – né in redazione.
La sua testimonianza è una mappa erotica di Milano fra gli anni Trenta e il dopoguerra: il loggione della Scala, il cinema Dal Verme, il Cinema Venezia di corso Buenos Aires, gli alberghi del centro, Porta Ticinese e il carnevale, la Rossa. E contiene un giudizio politico netto sul dopoguerra: quello che prima avviene nei parchi finisce nei gabinetti, e l’immondizia del luogo si attacca all’omosessualità stessa.
Sa molte cose sugli omosessuali dello sport italiano e sceglie di non scriverle mai: «Indagai, e poi sorvolai, perché non mi piaceva dover scrivere in pubblico una cosa simile».
È una delle poche volte in cui un giornalista italiano di quella generazione spiega, con parole sue, perché non se l’è sentita di fare outing.
Muore a Milano il 16 settembre 1998, cinque anni dopo l’intervista.
Bibliografia
Opere sui cavalli e sul mondo equestre
Sport e ritratti
Musica e arte
Fonti
Primaria. Intervista a Luigi Gianoli, 24 luglio 1993, dattiloscritto. È un’importante fonte per la topografia milanese, ed è l’unica per l’ufficiale, per i due romanzi inediti e per il calciatore.
Esterne. Voce Luigi Gianoli, Wikipedia in italiano (anagrafica, bibliografia, premi). — Omaggio a Luigi Gianoli, il poeta dei cavalli, cavallo2000.it, 27 novembre 2008 (data di firma del registro, Resistenza, Schuster, l’«Italia» dal 1946). — Voce Bruno Roghi, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani (direzioni della Gazzetta: 1936-1943 e 2 luglio 1945 – 31 marzo 1947). — Voce Isabella Galletti Gianoli, Wikipedia in italiano. — Schede di catalogo di Savoye bonnes nouvelles, Edizioni Equestri, 1988.
La fotografia proviene dal profilo dell’Ippodromo del Visarno, che la dice di Luigi Gianoli: l’identificazione è di quella fonte, non nostra, e l’autore dello scatto non è noto.
Nota di redazione
Gianoli parla di sé senza chiedere riserbo e senza condizioni: la pubblicazione di questa scheda non è un outing, è la restituzione di una dichiarazione che lui faceva da sessant’anni. I nomi di terzi di cui riferisce l’omosessualità per sentito dire non sono stati ripresi, né qui né nel racconto.