Il consigliere comunale rifiuta le nozze a un transessuale e la cerimonia si trasforma in manifestazione politica
«Questo matrimonio non s’ha da fare»: vietato il sì dell’uomo diventato donna alla sua promessa sposa
| Data | 24 ott 1980 |
| Testata | Corriere della Sera |
| Tipologia | Quotidiano |
| Autore | C. M. |
Il 23 ottobre 1980, alle 15.20, il cortile della Villa comunale di via Palestro, a Milano, si riempie di persone trans, arrivate anche con un pullman da Torino. Deve sposarsi Pina Bonanno, leader del Movimento italiano transessuali: donna a tutti gli effetti, ma ancora «Giuseppe» per l’anagrafe. La sposa è Simona Viola, diciottenne dirigente del Partito radicale della Lombardia; i testimoni sono Alessandro Litta e il segretario regionale radicale Franco Corleone.
Il celebrante, il consigliere comunale liberale Giuseppe Savasta, comincia a leggere le formule di rito. Quando Pina risponde «sì» e dichiara di protestare contro la legge davanti all’ufficiale dello Stato, Savasta si ferma: non è un burocrate ma un politico, dice, e non intende concludere un matrimonio che gli sposi stessi presentano come una protesta. A Simona la domanda di rito non viene nemmeno rivolta. Fra confetti e chicchi di riso un corteo raggiunge Palazzo Marino, dove una delegazione chiede di incontrare il sindaco, e si scioglie in piazza della Scala dopo gli interventi di Enzo Francone e Franco Corleone.
Il senso della giornata è nei volantini rimasti per terra, che il cronista riporta: «Siamo qui a dimostrare l’irrazionalità di una legge che ci vuole uomini a tutti i costi» e che, paradossalmente, consentirebbe il matrimonio fra due persone che sono donne a tutti gli effetti salvo quello giuridico. La richiesta è che il Parlamento approvi subito la proposta di legge radicale sulla rettificazione anagrafica. Titolo e occhiello usano il linguaggio dell’epoca («l’uomo diventato donna», «un transessuale»): proprio quello che la protesta voleva cambiare. La legge 164 arriverà diciotto mesi dopo.
In cronologiaPrima, durante e dopo: 4 luglio 1980, il blitz al Lido di Milano · 23 ottobre 1980, il finto matrimonio di Pina Bonanno e Simona Viola · 14 aprile 1982, l’approvazione della legge 164.
Io c’eroSimona Viola racconta quella giornata in prima persona: 1980, il falso matrimonio che cambiò la storia.
Nel podcastLa battaglia per la legge 164, con le voci delle protagoniste: Ep. #14 – Chiamami con il mio nome.