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Le Radici dell'Orgoglio

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Angelo Pezzana

Angelo Pezzana

Libraio, attivista e politico italiano

Nascita
Santhià (Vercelli), 15 settembre 1940

Angelo Pezzana nasce a Santhià, nel Vercellese, il 15 settembre 1940. Nel 1963, a ventitré anni, apre a Torino in via Bertola 6 una piccola libreria specializzata in letteratura americana contemporanea: una sola vetrina, due livelli, uno sulla strada e uno interrato. Si chiama Hellas.

Non vende soltanto libri. Pezzana importa dagli Stati Uniti e dall’Europa riviste che in Italia non circolano: il «Village Voice», il giornale newyorkese che per primo racconta i disordini dello Stonewall Inn del giugno 1969; «One», la rivista della Mattachine Society; e, già nelle settimane successive ai moti, «Come out!» del Gay Liberation Front e «Gay Sunshine», a cui lui stesso collaborerà con corrispondenze dall’Italia. 

La libreria, inoltre, organizza presentazioni e incontri con gli autori, cosa allora inconsueta al punto da attirare l’attenzione e l’interesse di Giangiacomo Feltrinelli. Nel 1965, all’uscita di Jukebox all’idrogeno del poeta beat Allen Ginsberg, Pezzana dedica l’intera vetrina alla raccolta e chiama a presentarla Fernanda Pivano, che ne ha curato la traduzione. 

La strada, in quella occasione, si riempie di ragazzi, tanto che arrivano tre camionette della polizia; Pivano, minuta, viene fatta salire su una sedia. «Per la prima volta in un luogo pubblico qualcuno ha parlato di omosessualità», ricorderà. Ginsberg in persona terrà un reading alla Hellas il 20 settembre 1967, nel corso di un viaggio in Italia accompagnato da Pivano. Anche l’autore omosessuale afroamericano James Baldwin – che, invitato nel 1964, era stato costretto a dare forfait con un telegramma – manterrà la promessa di un incontro pubblico alla Hellas nel novembre 1965.

Allen Ginsberg legge alla libreria Hellas di Torino il 20 settembre 1967: a sinistra Angelo Pezzana con il microfono, al centro Fernanda Pivano
Allen Ginsberg legge alla libreria Hellas, Torino, 20 settembre 1967. A sinistra, con il microfono, Angelo Pezzana; al centro Fernanda Pivano.

Alla fine del decennio la Hellas è un punto di riferimento per chiunque sia sensibile alle nuove rivendicazioni: i primi gruppi femministi torinesi vi trovano ospitalità per le loro riunioni, e intorno ad Angelo si forma un gruppo di amici e clienti abituali che comincia ad avvertire la necessità di fare qualcosa della propria omosessualità. «Immagina una pentola a pressione lasciata troppo a lungo sul fuoco. Prima o poi esplode», dirà lui stesso. E sul clima culturale di quegli anni, in cui la psicoanalisi aveva sostituito il peccato con la malattia: «da peccatori eravamo diventati malati, non era un grande passaggio».

Nel 1971 i tre nuclei che si sono formati a Torino, Roma e Milano cominciano a intessere rapporti e a incontrarsi. La lettera che Pezzana scrive ai gruppi romano e milanese nel giugno di quell’anno è uno dei documenti che lo testimoniano; purtroppo i rapporti tra i gruppi non sono sempre sereni, dal momento che le aspettative e le volontà su ciò che dovrebbe essere un movimento di liberazione omosessuale non sono le stesse.

Malgrado gli screzi, verso la fine della primavera e l’inizio dell’estate del 1971 nasce ufficialmente il Fuori!, e l’occasione è con ogni probabilità un incontro a Milano dei tre gruppi, organizzato a casa di Fernanda Pivano. «Il nome nacque dal verbo americano come out, uscire fuori. Cercavamo qualcosa di gioioso, di allegro», racconta Pezzana. L’acronimo — Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano — lo inventa un giovane compagno di Milano, Luigi Cannillo. Sul rivoluzionario Pezzana è netto: «noi eravamo davvero convinti di essere un’avanguardia, una punta di diamante della rivoluzione».

Fernanda Pivano con Angelo Pezzana a Torino nel 1967
Fernanda Pivano con Angelo Pezzana a Torino, 1967.

Il giornale è la parte più difficile. La legge impone che la testata abbia un direttore iscritto all’albo, ed è Pezzana a trovare la soluzione: Marcello Baraghini, un giovane hippy – allora si diceva “capellone” – e attivista radicale, che già firma decine di testate underground, e che metterà la sua firma anche sui primi tredici numeri della rivista. 

Il numero zero di «Fuori!» vede la luce nel dicembre 1971: mille copie, formato tabloid, carta da giornale ruvida, ventotto pagine più un inserto. Pezzana ne è direttore editoriale fin dal primo numero, e sarà uno dei pochi a firmare con il proprio nome – quasi tutti gli altri redattori usano uno pseudonimo. La distribuzione, nel gennaio 1972, è a mano: «siamo andati a distribuirle in giro per l’Italia. Dove? Nei luoghi dove si batteva», in venti giorni da Trento a Palermo, «prendendoci anche degli insulti».

Il 5 aprile 1972 arriva la prima azione pubblica del movimento italiano: la contestazione del congresso del Centro Italiano di Sessuologia a Sanremo, dedicato alle terapie per le «deviazioni sessuali». Pezzana e due compagni si iscrivono al congresso spacciandosi per medici. «Ci eravamo vestiti rigorosissimi di blu scuro, con tanto di cartellina… “Dottore, si accomodi”». Quando all’estero arriva la polizia chiamata dal presidente del congresso, Angelo decide di abbandonare la sala, raccoglie un cartello e raggiunge i manifestanti: lo fa anche per proteggere il suo compagno Alfredo Cohen (al secolo Alfredo D’Aloisio), insegnante, che se identificato rischierebbe il posto. Dal momento che la manifestazione non è stata autorizzata, viene portato in commissariato insieme a Mauro Molinari per essere identificato. Nel pomeriggio prende comunque la parola al congresso, con un intervento intitolato Ragioni per un rifiuto del congresso. 

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Tra i contestatori arrivati a Sanremo da altri paesi europei – la rappresentanza francese di esponenti del FHAR e delle Gouines Rouges è massiccia -, c’è un ragazzo di diciannove anni giunto da Londra in rappresentanza del Gay Liberation Front: Mario Mieli.

Angelo Pezzana con gli altri contestatori a Sanremo, 5 aprile 1972
La contestazione del congresso di sessuologia a Sanremo, 5 aprile 1972.

Nel 1974 il Fuori!, su proposta di Pezzana, si federa con il Partito radicale di Marco Pannella. È la scelta che porta le rivendicazioni omosessuali dentro la politica dei partiti, nei giornali, in Parlamento — e che, tuttavia, rompe il movimento: l’ala marxista guidata da Mario Mieli decide di non federarsi, dando vita al Fuori! autonomo, accusando quella decisione di essere una resa alle logiche della politica borghese. È la prima scissione del movimento italiano, e il contrasto fra le due linee — diritti civili e integrazione da una parte, rivoluzione e rifiuto dell’assimilazione dall’altra — non si è mai davvero chiuso. 

Dalla primavera del 1975, ottenuto il tesserino di pubblicista, Pezzana subentra a Baraghini come direttore responsabile di «Fuori!» dal numero 14 e fino alla chiusura della testata, nel 1982. 

Nel 1977 compie a Mosca in solitaria una manifestazione in favore del regista sovietico Sergej Paradžanov, imprigionato in quanto omosessuale: un uomo solo che protesta nella capitale dell’Unione Sovietica. Nello stesso marzo si celebra, cinque anni dopo i fatti, il processo per la denuncia di Sanremo, che si chiude con un’archiviazione.

Il 6 febbraio 1979, in virtù del meccanismo della rotazione a metà mandato dei parlamentari prevista dal regolamento del partito, viene proclamato deputato nelle liste radicali, in sostituzione dell’uscente Mauro Mellini. Resta in carica solo una settimana: si dimette, e il mandato cessa il 14 febbraio.

Nel 1974 Pezzana aveva rilevato la storica libreria Casanova, aperta a Torino nel 1872, ribattezzandola Luxemburg e orientandola verso le tematiche ebraiche e omosessuali: è la libreria che prende il posto della Hellas e che lo accompagna per il resto della vita pubblica. Da lì nasce l’impresa che lo ha reso più noto al grande pubblico e che con il movimento non ha nulla a che vedere: insieme all’imprenditore Guido Accornero, Pezzana concepisce e promuove il Salone internazionale del Libro di Torino, presentato all’Unione Industriale il 22 luglio 1987 e inaugurato nella prima edizione dal 18 al 23 maggio 1988.

Dagli anni Novanta la sua attività pubblica e i suoi interessi si spostano sul mondo ebraico e su Israele. Nel 1996 pubblica Dentro e fuori. Un’autobiografia omosessuale per Sperling & Kupfer, che ripercorre la storia del movimento dal di dentro. Nel marzo 2001 fonda informazionecorretta.com, sito di analisi quotidiana dei media italiani su Israele e Medio Oriente, e fino al 2010 collabora con «Il Giornale», «Libero» e «Il Foglio». Fra gli altri suoi libri, La politica del corpo scritto nel 1976 con Alfredo Cohen, l’autore dell’inserto del numero zero di «Fuori!» —, Si fa… per ridere del 1998 con i disegni di Marco Silombria, Un omosessuale normale del 2011 e Mosè ci ha portato nell’unico posto senza petrolio! del 2013.

Tutte le carte di quegli anni – le lettere di Mario Mieli, le fotografie di Sanremo e delle serate con Ginsberg e Baldwin, la rassegna stampa – sono conservate a Torino presso la Fondazione Angelo Pezzana – FUORI!, che fino al 2024 si chiamava Fondazione Sandro Penna – FUORI!. 

Le fotografie di questa scheda sono conservate presso l’Archivio fotografico della Fondazione Angelo Pezzana – FUORI! di Torino.

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